Patrick Leonard spiega perché un giocatore dovrebbe vivere da solo

di Marco Carta Commenta

I problemi legati alla convivenza con gli amici sono tantissimi, sia che il convivente sia un amico che non si conosceva prima, sia nel caso sia un amico che si conosce fin troppo bene. Due situazioni, due problemi diversi che al giocatore di poker non fanno bene. La spiegazione di Patrick Leonard. 

Il giocatore in questione, che sui tavoli verdi virtuali, appare con il nickname di pads1161 non è del tutto convinto che un giocatore di poker debba dividere gli spazi vitali con qualcuno. La sua qualità della vita potrebbe essere incrinata. Eppure per tanti è un problema di secondo piano. Leonard non ci sta e racconta:

leonard-pads1161

“Scegliere con chi vivere è davvero importante per un poker pro, e forse molte persone sottovalutano questo aspetto. Se ipotizziamo in 5 anni la durata media della carriera di un player, vivere con qualcuno per un anno significa impegnare circa il 20% della stessa carriera”, esordisce Leonard.

“Essendo il nostro un lavoro in cui essere felice, sentirsi rilassati e a proprio agio è indispensabile, non dare il giusto peso a questo aspetto può essere un grave errore. Da un lato ti può capitare gente che ti disturba il sonno, o che svela tuoi particolari privati, dall’altro rischi tu stesso di perdere l’occasione di ampliare i tuoi orizzonti, conoscere gente nuova da cui apprendere qualcosa che ti aiuti a migliorare.”

La sostanza di tutto il discorso è che vivere con qualcuno con cui non si è mai vissuto in precedenza può essere un rischio che il poker player non vuole correre perché una presenza negativa in casa può incrinare sensibilmente la sua carriera, limitando la capacità di concentrazione anche durante appuntamenti importanti.

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