Poker e Italia, rapporto in crisi

di Valentina Cervelli Commenta

Il poker e il nostro paese stanno vivendo un rapporto in crisi: sono davvero lontani i tempi in cui gli European Poker Tour graziavano l’Italia e raccoglievano anche più di mille iscritti. Un cambiamento iniziato dopo il 2014 che sembra aver impoverito e di molto la tradizione italiana.

Ora le tappe EPT sono generalmente un ricordo, il problema è però il seguente: anche con i “sostituti” PokerStars Championship e PokerStars Festival, il trend non cambia. In pratica di tappe Italiane non ve ne sono. Sono scesi davvero troppo i giocatori pronti ad iscriversi ai tavoli ed è per questo motivo che l’Italia non viene più calcolata nell’organizzazione ed i nostri campioni sono costretti a spostarsi oltre i confini. Il WPT? Stessa storia: quando è possibile ricordare come il nostro paese contasse. Ora festival e tornei preferiscono dare spazio a grandi capitali mondiali pronti a radunare attorno al tavolo migliaia di iscritti in grado di far girare il mercato del gioco in modo corretto.

Tranne per ciò che riguarda le selezioni “nazionali”: in questo caso grazie al Casinò di Sanremo, è possibile vivere ancora delle competizioni di un certo livello qui in Italia. L’ultima volta che si è giocato? Nell’ottobre del 2016 quando Bouziane è arrivato primo su 444 iscritti per un premio di circa 87mila dollari.  Importanti anche le occasioni che spesso si presentano al Casinò Campione d’Italia, grazie alle WSOP Circuit dove l’ultima volta, a vincere l’anello del Main Event è stato l’azzurro Andrea Benelli, primo su 353. Lontani dai vecchi fasti, ma è già qualcosa.

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