Poker e liquidità condivisa: tra polemiche e proposte

di Valentina Cervelli Commenta

La liquidità condivisa, in un mondo come quello del poker è senza dubbio uno dei fattori che possono spingere il mercato in avanti e verso il rafforzamento. L’accordo tra Spagna, Portogallo, Francia ed Italia è quindi visto in modo molto positivo dai giocatori.

Essa infatti consente un gioco più ampio a livello geografico e regolato in miglior modo. Eppure, da alcuni punti di vista continua a scatenare polemiche di ogni sorta da parte di interlocutori che del mondo del poker (fisico ed online) non fanno parte. La paura, dicono, è quella che il nuovo regolamento possa dare maggiore spazio, seppur involontariamente, al riciclaggio di denaro. Si tratta di un timore assurdo, dato che tutti gli enti regolatori hanno messo in campo tutti gli strumenti necessari per controllare le interazioni. Come sottolinea l’associazione LOGICO in tal senso:

[L’Associazione LOGiCO] ritiene sia fuori da ogni dubbio che i regolatori di Italia, Francia, Spagna e Portogallo abbiano previsto tutti i controlli necessari in conformità alla IV Direttiva Antiriciclaggio, e che quindi non esista alcun problema a “far giocare gli italiani con i francesi”. LOGiCO difende la credibilità del mercato francese e il progetto della liquidità condivisa. Sull’opportunità di farlo, il mercato francese è sì asfittico, ma perché, a differenza di quello italiano, non ha ancora operato scelte corrette in termini di tassazione. Inoltre tale asfissia è dovuta, in questo analogamente all’Italia, proprio a causa all’autoimposta segregazione della liquidità. Spagna e Portogallo sono mercati in crescita. Ci sono quindi tutte le premesse perché il progetto porti finalmente il poker fuori dalla recessione. L’Italia ha siglato l’intesa con gli altri regolatori europei e siamo certi che ADM continuerà senza indugio i lavori per portare a termine quanto prima il progetto.

E non si può che essere d’accordo. Soprattutto pare assurdo chiamare in causa il gioco patologico in questo caso, soprattutto per ciò che concerne il gioco online, non fa nessuna differenza che una persona partecipi ad un tavolo dall’Italia o dalla Francia. Sta al giocatore stesso sapersi regolare in tal senso.

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