Il poker non è più un hobby per gli italiani

di Marco Carta Commenta

Tutti gli appassionati di poker per anni hanno costretto i loro famigliari a serate intere di gioco. C’è anche chi ha avuto la fortuna di avere tra gli ospiti dei campioni internazionali. Adesso però la febbre del poker sembra essere passata. Lo dice una ricerca dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano.

C’è chi come Anthony Holden, riteneva che il poker fosse come

“una branca della psicologia, una forma d’arte o un modo di vivere, ma è anche solo semplicemente un gioco, in cui i soldi sono un metodo per tenere il punteggio”.

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Adesso tutto sembra essere invertito. L’università di Milano nella sua analisi del gioco online ha dimostrato che c’è stata una diminuzione del 18% di introiti rispetto all’anno scorso. Tuttavia il poker non è l’unico settore ludico a soffrire su internet. La ricerca indica infatti che sono in ribasso anche le quotazioni di bingo e scommesse virtuali, che hanno chiuso il 2015 con un -7%.

L’importante è non essere allarmisti, infatti – spiegano i ricercatori – “gli italiani continuano a divertirsi online, hanno solo modificato i loro interessi: secondo lo stesso studio, i giochi regolamentati con vincita in denaro hanno raggiunto la cifra di 821 milioni lo scorso 31 dicembre”.

In fin dei conti è vero che è sufficiente avere un telefono e una connessione ad internet per entrare in un mondo virtuale fatto di carte, tavoli e slot machine. A fare da traino sono stati i cosiddetti giochi di casinò, per il 60% dominati dalle slot online, con un +27% e un ritorno economico pari a 328 milioni di euro, il 40% del mercato complessivo.

Adesso l’unica attenzione deve essere alle dipendenze: esagerare con i giochi d’azzardo, infatti, non è sano, sia che si parli di lotterie, sia che si parli di scommesse o più in particolare di poker.

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