Poker online e liquidità internazionale, vantaggi e problemi

di Marco Carta Commenta

In un comunicato dell’AGIMEG si spiega che potrebbe essere autorizzata la liquidità internazionale nei tavoli online di poker anche se ci sono problemi legati al sistema di tassazione e prelievo fiscale, che è diverso da stato a stato. Ecco il comunicato che imposta e chiarisce il problema. 

Il problema maggiore esiste tra l’Italia e la Francia e l’unica soluzione è che si adotti un sistema di tassazione uguale per tutti. Ci saranno perdite economiche per qualche stato ma si potrà finalmente giocare su un tavolo europeo.

È stato approvato, in via definitiva, dal Senato francese il progetto di legge che permette agli operatori di poker online di sfruttare la liquidità internazionale. Il disegno di legge mira a consentire all’Autorità di regolamentazione dei giochi online di autorizzare un operatore, titolare dell’autorizzazione per i “jeux de cercle” online, a proporre ai giocatori in possesso di un conto valido iscritti sul sito, oggetto dell’autorizzazione, di partecipare ai “jeux de cercle” con i giocatori iscritti sul sito di un operatore residente in uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo. In una riunione che si è tenuta la scorsa settimana si è parlato per ore della liquidità internazionale e la Francia avrebbe, in linea di massima, convinto i rappresentanti di Italia e Portogallo ad aderire al progetto sulla liquidità condivisa. Anche la Spagna sarebbe orientata a sposare il progetto ma al momento a Madrid non esiste di fatto un governo stabile, e il DGOJ dovrebbe prima essere autorizzato dal Parlamento con una nuova legge. C’è la volontà politica tra Italia e Francia ad andare a braccetto anche nel poker online, ma durante il vertice sono stati ignorati aspetti tecnici non secondari, tutt’altro. Non esiste infatti – riporta Assopoker – alcuna soluzione tecnica centralizzata per poter gestire due o tre sistemi differenti.

Come calcolare pot e rake diversi in uno stesso tavolo? La liquidità internazionale funziona solo quando i sistemi fiscali sono simili. Italia e Francia sono agli antipodi. Nel nostro paese si applica una tassazione nel cash game online che è pari al 20% del rake lordo. La Spagna del 25%, ma il problema è che il prelievo fiscale francese viene calcolato non sul rake, bensì sul piatto ed è sproporzionato, folle: l’aliquota è del 2%. Uno studio ha evidenziato che la media si assesterebbe a circa al 60% del rake (+40% rispetto al nostro). Non a caso solo 2 operatori su 9 sono in attivo e 7 in perdita nell’esagono. Se calcoliamo anche le spese marketing e di gestione, è difficile immaginare che PokerStars.fr e Winamax siano in attivo. I dati degli ultimi 6 anni dimostrano che il mercato francese è un business solo per lo Stato ma penalizza giocatori (rake altissima) e operatori.

Di fatto quindi, serve armonizzare il sistema. Come detto, l’alternativa è solo una: o la Francia si adegua (ipotesi quasi del tutto irrealistica) al sistema fiscale italiano (prelievo del 20% sul rake lordo) o le nostre piattaforme devono applicare la folle tassazione adottata a Parigi e dintorni: il 2% sul pot va allo stato francese in questo momento. Cosa significa? Triplicare la pressione fiscale nel cash game italiano, mercato in crisi da almeno 4 anni. Di fatto, vorrebbe dire aumentare in maniera verticale la rake e chiudere i battenti nel giro di un anno e mezzo, nella migliore delle ipotesi.

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