PokerStars sbarca in India grazie ad Amaya

di Valentina Cervelli Commenta

PokerStars, una delle piattaforme più conosciute per il gioco del poker a livello mondiale e sponsor di diversi giocatori e squadre di successo ha deciso di attaccare il mercato indiano del gioco rinunciando all’Australia.


Ovviamente si tratta di una invasione pacifica, relativa semplicemente al gioco ed alle applicazioni legate allo stesso. Guardando i numeri si parla di un mercato da circa 1,2 miliardi di utenti mobili che potrebbe portare ad un guadagno di circa un miliardo di dollari entro cinque anni. Ecco quindi che la perdita derivante dall’abbandono dei giocatori australiani potrebbe essere totalmente tamponata da questo nuovo mercato.

A far conoscere pubblicamente questa idea è stato in realtà un report di Bloomberg che ha spiegato come i piani di PokerStars sarebbero effettivamente maturati dopo la siglatura di una partnership sul territorio indiano, aiutato in modo molto spiccato dal World Poker Tour e dalle sue sponsorizzazioni in questa magnifica terra. Le stime che sono state lette a livello tecnico in realtà non solo compenserebbero le perdite australiane, ma darebbero modo di monopolizzare un mercato ancora vergine: non bisogna dimenticare infatti che pur esistendo un pacchetto di norme sul poker online nello stato c’è ancora molto da perfezionare e sistemare. Come ha spiegato il ceo di Amaya Rafi Ashkenazi:

E’ un paese in piena espansione, vogliamo agire per tempo e assicurarci che saremo anche in India il leader del mercato quando si parla di poker online.

Questa disponibilità dell’azienda Amaya darebbe sì un grosso vantaggio a PokerStars per la sua espansione ma darebbe modo anche alla stessa di ampliare quelli che sono i suoi ricavi generali in merito al poker in calo del 6% rispetto a quelli che sono stati lo scorso anno.

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