Tutte le scuse usate dal pokerista che perde

di Marco Carta Commenta

Immaginate di essere davanti al vostro computer, impegnati in una partita di poker in un tavolo pieno di esperti. La vostra voglia di vincere e di misurarvi con altri giocatori davvero forti è enorme, ma chi alla fine la spunterà? E se a voi toccasse l’ingrata sorte dei “perdenti”? Ecco a chi è facile che attribuiate la colpa. 

Se si perde una mano di poker la prima scusa inventata da chi ha perso è che il vincitore è stato fortunato, molto fortunato, troppo fortunato. In un caso su due questa è la scusa che prevale. Nel restante 50% delle opzioni ci sono delle concause. L’avversario fortunato OK ma c’è sempre il server che non ha funzionato o ha funzionato in modo malevolo. In che senso?

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I sostenitori del poker online ritengono il server una specie di entità metafisica, un dio che facendo dei dispetti ai singoli giocatori, decide chi far vincere durante una partita di poker. Si capisce bene che si tratta di una scusa, forse la più banale delle scuse, ma negli anni è stata condita da numerosi elementi. Il server così è diventato non un dio ma tutto. Per esempio non tutti sanno che si può perdere perché il server asseconda il mercato, è ovunque e potrebbe chiudere una poker room quando capisce che i soldi che girano sono troppi o troppo pochi.

Alcuni fantasiosi giocatori di poker, i meno talentuosi, mettono in relazione anche il server con il prelievo di soldi adducendo la scusa che se si prelevano i soldi, allora si può perdere. Per la stessa ragione vincerebbero tutti coloro che hanno un conto virtuale più cospicuo. Fantasioso!

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