Intervista a Confiteor, vincitore del “Poker Grand Prix” di Gioco Digitale

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Confiteor

Domenica 14 giugno 2009, Flavio Ferrari Zumbini, meglio conosciuto online con il nickname Confiteor, vince l’eventoPoker Grand Prix” di Saint Vincent, sponsorizzato dalla poker room Gioco Digitale. Confiteor è un giocatore di poker, che, oltre ad essere membro del Team della poker room Nice Hand è anche socio e amministratore unico di questa sala da poker online. Noi di Poker Mondiale lo abbiamo intervistato.

1. Dottore in Legge, Dottore in Economia e Commercio, poker player, scrivi per Card Player che è la più importante rivista di poker al mondo, ed ora anche imprenditore grazie al progetto Nice Hand… in quale di queste attività ti riconosci maggiormente?

E’ un curriculum vitae decisamente originale, da studente dell’università in materie così diverse con la passione del poker, a giocatore professionista con la passione per l’economia. Scrivere ed insegnare mi è sempre piaciuto, ma l’ultimo passo, ossia diventare imprenditore e amministratore di una poker room è veramente un unire quanto fatto in precedenza: gli studi intrapresi mi sono di grande utilità e la conoscenza profonda del prodotto e del mondo del gioco è certamente un valore aggiunto.

2. Come ti sei avvicinato al gioco del Poker e quando hai iniziato?

Gioco al vecchio poker da sempre, un gioco meraviglioso ma oramai superato dalla bellezza del Texas Hold’Em, specialità che conobbi negli Stati Uniti nel 2001 e che cominciai a giocare con costanza nel 2003 insieme a tutti i miei amici del Team Nice Hand.

3. Hai vinto la prima tappa del Poker Grand Prix di Gioco Digitale, che emozioni hai provato?

E’ stato molto divertente, io gioco prevalentemente on line, dedico poco tempo al live ed ho poca esperienza. Vincere con il tifo degli amici e l’attenzione del pubblico è maggiormente inebriante, resto però dell’idea che il gioco on line sia più redditizio, istruttivo e meno dipendente dalla fortuna data la ripetitività delle situazioni cui si va incontro. Dal vivo si gioca raramente e la componente fortuna incide moltissimo.

4. Sei l’amministratore della poker room Nice Hand, raccontaci come è nato questo progetto e come sta crescendo?

Questo progetto nasce addirittura nel dicembre del 2006, il decreto Bersani era alle porte ma se ne parlava con insistenza, dunque insieme ai miei amici giocatori decidemmmo che avremmo partecipato al “torneo” più importante della nostra vita, quello della corsa verso il mercato italiano del poker on line. La scommessa è stata decisamente vinta, il mercato incontra il successo, i tempi erano effettivamente maturi, sta a noi ora trovare la giusta collocazione per la nostra poker room che già si distingue però e che considero davvero unica.

5. Facendo un giro sul poker forum di Nice Hand, abbiamo notato che la tua costante presenza riscuote grande interesse tra gli oltre 1400 iscritti: ci spieghi il motivo di questa scelta, oggettivamente un po’ atipica tra i manager di altre poker room?

Le motivazioni sono principalmente due: la prima è che io ho avuto un approccio al gioco molto razionale. Ho studiato, mi sono documentato, analizzo il gioco nel profondo e cerco di migliorarmi. Chi si affida alla fortuna o continua a commettere gli stessi errori non sarà mai un giocatore vincente. Questo mio modo di interpretare il gioco cerco di trasmetterlo anche agli altri: stimoli e sproni verso al divertimento sono la chiave di successo del singolo giocatore e forse anche della nostra poker room.
Dall’altra parte, come detto in precedenza, considero il progetto Nice Hand come unico anche da questo punto di vista: la proprietà è in prima linea per trasmettere fiducia e sicurezza nel profondo. Siamo imprenditori oggi, ma fino a ieri eravamo i giocatori alla ricerca di una poker room che soddisfacesse i nostri sogni e che si mettesse in prima linea nell’ascoltare i giocatori, conoscerli, immedesimarsi in loro e nei loro bisogni. Solo stando in mezzo ai giocatori si ha la possibilità di avere il polso della situazione e vivere le evoluzioni e valutare le aspettative dei giocatori. Ruolo che ovviamente riesce bene a tutti noi di Nice Hand, visto che ci sentiamo ancora molto più giocatori che imprenditori. Siamo decisamente attori che non devono recitare proprio nulla! Impersoniamo noi stessi, ovviamente con grandissima naturalezza!

6. I tuoi articoli riguardanti le strategie da adottare al tavolo verde riscuotono molto interesse tra i lettori: ti senti un punto di riferimento per i giocatori alle prime armi?

Raramente mi sento un punto di riferimento. I miei articoli cercano semplicemente di mettere in evidenza la bellezza e profondità del gioco. Penso anzi che per un giocatore alle prime armi i miei articoli siano talvolta un pò criptici, sono invece convinto però di riuscire a trasmettere l’idea che questo gioco è molto più complesso ed articolato di quanto sembri a prima vista e questa la considero già una grande vittoria.

7. Cosa consigli a chi si vuole avvicinare, o si è avvicinato da poco, al gioco del poker?

Di viverlo per quello che è: ossia un bellissimo gioco. Stanziare un piccolo budget da investire così come si fa in ogni altra attività. Se vuoiprendere delle lezioni di tennis o di sci, devi spendere dei soldi. Fate le vostre prime esperienze, apprezzatene il grande divertimento del gioco e poco per volta, grazie all’esperienza ed allo studio, potete decidere se continuare a viverlo come un gioco in cui divertirsi oppure scegliere di darvi a partite maggiormente competitive alla ricerca anche del profitto.

8. Progetti futuri?

Uno solo: trasmettere al mercato l’unicità di Nice Hand.

9. Nel panorama pokeristico nazionale ed internazionale ci sono giocatori ai quali ti ispiri?

Ho avuto la fortuna di conoscere e vivere questo gioco sempre in compagnia dei miei amici, oggi membri del Team Nice Hand. La scoperta o esperienza del singolo è sempre diventata patrimonio comune, dunque è grazie e con loro che sono migliorato.

10. Meglio giocare live o online?

Meglio giocare on line, la comodità di casa, la possibilità di multitablare, la ripetitività delle situazioni premia molto più il belgioco e il merito. Il live deve essere visto come un momento di socializzazione ed una bella vacanza: non partite da soli, formate un bel gruppo e fatevi una bella vacanza da unire al divertimento di un bel torneo live!

11. Ci descrivi la tua tecnica di gioco?

E’ molto varia a seconda della situazione. Ovviamente gioco in maniera molto aggressiva.

12. A che punto è il poker in Italia e quali sono le sue prospettive?

Il mercato è in boom ma a parere mio siamo ancora agli albori: la crescita durerà ancora molto e sarà lunga, il tutto vale sia per le poker room e soprattutto per i giocatori!

13. Cos’è il poker per te?

In questo momento ho la fortuna di poter dire che la mia grande passione ed è anche diventata un lavoro!

14. Ultima domanda, riferita a PokerMondiale: quali sono stati i motivi che hanno spinto Nice Hand ad accostare il proprio nome a questo blog?

Ci piace molto l’idea che il poker venga diffuso in un grande portale di informazione generica. Il poker è per tutti e non certo solo per ragazzi giovani esperti di Pc!

[Intervista esclusiva di Luciana Cameli per PokerMondiale]

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