Gaming Online e decreto dignità: cosa cambia per l’Italia

di PlayerBet Commenta

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Tanti addetti ai lavori erano pronti a sostenere con forza il fatto che il settore del gaming online potesse risentire notevolmente della definitiva entrata in vigore del Decreto Dignità, eppure in realtà i dati dimostrano che non è stato così. Anzi, il primo semestre del 2019 conferma ancora una volta la crescita del settore,in ascesa a livello mondiale, anche se chiaramente sarà necessario attendere ancora qualche mese prima di poter tirare le prime somme.

Gaming online: primo semestre del 2019 ampiamente positivo

I primi sei mesi si stanno dimostrando estremamente positivi per la maggior parte degli operatori del settore del gioco online. Solamente durante il mese di giugno si parla di introiti per oltre 62 milioni di euro, con un aumento del 12.7% in confronto allo stesso mese del 2018. Un altro dato molto interessante è quello che riguarda il definitivo sorpasso dei giocatori che usano il pc fisso e portatile a quelli che, al contrario, puntano tutto sulla praticità dei nuovi device mobile, ovvero smartphone e tablet. Ebbene, proprio quest’ultimo passaggio era uno dei più temuti e in realtà ha dimostrato come il comparto sia particolarmente stabile da questo punto di vista.

Moltissimi gli operatori leader di mercato che hanno puntato sulle versioni mobile dei propri giochi, da PokerStars Casinò, passando per nomi come Ubisoft e Square Enix, hanno realizzato delle apposite applicazioni da poter scaricare direttamente sul proprio smartphone, che permette di puntare e scommettere in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi luogo. È sufficiente, infatti, avere esclusivamente una connessione al web funzionante. Il grande lavoro che è stato portato avanti in termini di sviluppo e di programmazione, dal punto di vista prettamente tecnologico, sta cominciando a dare i suoi frutti. Non tanto per quanto concerne le poker room, che stanno registrando una flessione che prosegue ormai da qualche mese, quanto piuttosto per tutti gli altri giochi tipici da casinò, come ad esempio, roulette, baccarat, blackjack e slot machine. Prendendo in considerazione queste ultime, ad esempio, si è notato come l’esperienza di gioco messa a disposizione degli utenti sia cresciuta in maniera esponenziale, soprattutto per via delle notevoli migliorie apportate sia dal punto di vista grafico che da quello audio. Fruibilità e giocabilità sono due facce della stessa medaglia e l’accesso alle varie piattaforme da mobile ha favorito tale evoluzione del settore.

Cosa è cambiato con l’entrata in vigore definitiva del Decreto Dignità

Da metà del mese di luglio, gli operatori del settore del gioco online devono fare i conti con un divieto di pubblicità che è entrato in vigore una volta per tutte, dopo che anche le ultime deroghe sono scadute. All’interno del Decreto Dignità il Governo aveva previsto diverse misure, fra cui il divieto di pubblicità per i vari giochi, a parte la Lotteria, e soprattutto il blocco di qualsiasi tipo di sponsorizzazione.

Uno dei cardini di questa nuova normativa è rappresentato certamente dalla durezza delle sanzioni, che non sono per niente miti. Infatti, tutti quegli operatori che cercheranno di aggirare le norme correranno il rischio di subire delle multe salatissime. L’Agcom, infatti, stabilirà delle sanzioni pari al 20% del valore di una determinata pubblicità o sponsorizzazione, che in ogni caso non potranno essere più basse di 50 mila euro per ciascuna violazione. In sostanza, gli operatori dei vari casinò online non potranno più stipulare dei contratti di sponsorizzazione per mostrare il proprio nome sulle maglie delle squadre di ogni tipo di sport, così come dovranno scordarsi qualsiasi tipo di pubblicità che possa essere trasmessa non solamente in televisione, ma pure nei film. Non potranno essere divulgati più dei gadget, così come all’intervento di alcun evento potrà finire il nome dell’operatore. Rimangono consentiti, invece, altri aspetti, come ad esempio l’offerta di servizi che permettono di comparare le quote, i vari spazi dedicati alle quote all’interno dei programmi tv, le comunicazioni sia commerciale b2b che quelle di responsabilità sociale.

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