Bio Pro Player: Gus Hansen
Di Paolo Riva, in Bio Pro Player.
Era già da qualche settimana che meditavo, nel mio piccolo, di pubblicare la scheda personale di questo giocatore che, a mio modo di vedere, forse più di tutti mi ha iniziato e invitato a diventare un appassionato di questo sport favoloso quale è il poker Texas Holdem. Ricordo le prime partite che mi misi a vedere davanti alla tv e mi dicevo: “Cavoli forte quello con le orecchie a sventola”. Spero che Gus non se la prenderà per questo mio commento da profano, ma in fondo non sapevo ancora chi fosse. Non sapevo ancora quale mirabolante giocatore era, ed è tuttora, Gus Hansen.
Soprannominato The Great Dane, in realtà nel mondo del poker lui è noto come Gus Hansen. Questa è una di quelle particolarità che contraddistinguono quel tipo di giocatori che, anche una volta ritiratisi, non muoiono mai e rimangono nella mente e nei pensieri dei pro e degli appassionati. Sicuro è che per molto tempo ci si ricorderà di lui a Las Vegas dove ha posto l’impronta delle sue mani sulla Poker Walk of Fame, la via delle celebrità che hanno congiunto il proprio nome a quello del gioco delle carte.Il giocatore danese, nato a Copenaghen nel 1974, ha visto la propria popolarità salire grazie al suo stile di gioco spesso, per non dire sempre, spregiudicato e a volte incomprensibile. La forza di Hansen sta proprio in questo: durante una partita gioca mani molto forti e mani che invece non avrebbe nemmeno senso andare a vedere. Lui le rende tutte eccezionali con giocate inconcepibili a volte, ma che rendono sicuramente più spettacolare questo sport. Grazie a questo modo di giocare assolutamente fuori dagli schemi Gus Hansen ha creato un personaggio che, oggi, è invidiato da molti e temuto da tutti; averlo al tavolo non è mai una cosa positiva considerando anche il fatto che i suoi raise oltre ad essere tra i più attesi risultano spesso anche tra i più pesanti da vedere.
Così mentre i suoi avversari sono impegnati nel chiedersi se fare call o se rinunciare a una hand già persa in partenza, Hansen ha praticamente fatto razzia di tornei dimostrando di non essere un giocatore dotato di un elevato fattore C, come invece in principio molti credevano visto il suo gioco incomprensibile, ma un giocatore metodico e sfacciato capace di giocare come altri, anche più esperti, non erano in grado di fare. Il suo palmares parla per lui: 5 piazzamenti a premi alle WSOP e 1 tavolo finale con 2 piazzamenti a premi all’European Poker Tour. Ma è alle World Poker Tour che Gus Hansen riesce a realizzare i suoi risultati migliori.Infatti alle WPT Hansen riesce ad ottenere 3 vittorie, 7 tavoli finali e addirittura 9 piazzamenti a premi che lo hanno portato a diventare uno dei rounder più ricchi al mondo con i suoi oltre 5 milioni di dollari guadagnati in svariati tornei.
Questo è Gus Hansen: un danese eclettico, imprevedibile, imperscrutabile, capace di essere cinico e concreto quando si tratta di far scendere flop, turn e river. Se volete saperne di più su Gus e sulla sua vita, naturalmente, non vi resta che andare a guardarvi, in lingua inglese, il Gus Hansen Official Website.
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6 Commenti
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