Giocatori di Poker, nasce il sindacato per l’Europa?

di Valentina Cervelli Commenta

Sono passati “solo” 15 anni dalla nascita della Poker Players Alliance negli Stati Uniti. Ora potrebbe nascere una sorta di “sindacato” dei giocatori di poker più concentrata sul coprire e assistere coloro che di questo gioco di carte hanno fatto un vero e proprio lavoro in Europa: l’idea è stata lanciata da Rob Yong che ha reso nota su Twitter l’intenzione di creare una nuova associazione di categoria.

Associazione di categoria per tutelare tutti

C’è chi la ha definita corporazione, chi la ha chiamata sindacato: sta di fatto che questo nuovo organo, almeno nelle intenzioni dell’imprenditore del settore, dovrebbe rappresentare i giocatori tanto quanto gli operatori del settore, sia del poker fisico che di quello online. E da quel che si è scoperto attraverso una ricerca in rete nei luoghi giusti, personaggi come Maria Ho e Ryan LaPlante non solo hanno gradito il progetto ma avrebbero già dato la propria disponibilità alla creazione: allo stesso modo anche Phil Hellmuth ha già dato il suo assenso.

Il progetto di Rob Yong riguarda la fondazione di una corporazione che punta alla tutela degli interessi comuni dei giocatori del poker e ai suoi operatori: una sorta di lobby da quel che si evince dalle parole del suo ideatore che l’ha già definita una “Global Poker Organization/Lobby”. Già in passato c’è chi ha provato a fare una cosa del genere ma per mancanza di appoggio e risorse si è dovuto gettare la spugna: in questo caso i soldi e la notorietà di Rob Yong potrebbero arrivare dove nessuno finora era mai riuscito. L’uomo ha infatti fatto sapere che per dar vita a questo “sindacato” metterà a disposizione ben 1,2 milioni di dollari per i costi di gestione e cinque anni di lavoro. Va detto che fino a ora non è esistito progetto tra quelli affrontati che non sia stato in grado di portare al successo.

Una reazione alle problematiche del poker in Europa

Yong è un giocatore di poker e un imprenditore e per alcuni potrebbe esserci un potenziale conflitto di interessi dietro l’angolo dato che lo stesso possiede un casinò, il Dusk Till Dawn: vero in parte, ma allo stesso tempo questo suo essere impegnato su più fronti potrebbe aiutare l’associazione a crescere in modo corretto per prendersi davvero cura di tutte le esigenze dei giocatori e dei protagonisti del mercato.  Soprattutto in Europa dove non esistono in questo settore delle istituzioni vere e proprie in grado di sostenere giocatori e lavoratori.

Alla base della decisione di Rob Yong principalmente le tasse inique applicate dal Governo tedesco nel poker online in Germania e l’aumento della rake per i giochi live e online in molte room.

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