Poker, il bluff secondo Doug Polk

di Valentina Cervelli Commenta

Il bluff è una delle mosse più particolari del poker: vediamo cosa ne pensa Doug Polk, uno dei giocatori più importanti del circuito e conosciuto in tutto il mondo. Chi meglio di un professionista può spiegare l’importanza di una mossa che spesso viene fatta tra gli amatori senza nemmeno pensare alla possibilità di guadagno?

La regola di Doug Polk per il bluff

Secondo Doug Polk la maggior parte dei giocatori non riesce a trovare un vero e proprio equilibrio con questo strumento: o non lo sfrutta quando deve o ne fa un eccessivo utilizzo. In un video pubblicato su Youtube il professionista ha affrontato il tema, condividendo il suo punto di vista sul bluff.  Ed ha sottolineatoi come il bluff sia una mossa vitale da applicare nel poker: senza di esso l’unica alternativa sarebbe quella di poter vincere dei piatti solo con mani di valore, qualcosa che non accade spessissimo perché nella maggior parte dei casi la propria mano non ha valore. “Non puoi pensare di giocare solo quando hai buone mani” ha sottolineato, “altrimenti verresti distrutto dai tuoi avversari”.

Ecco quindi che Polk prende di petto la questione esponendo la sua regola, basata sula potenziale percentuale di vincita di una determinata mano contro un range:

Seguendo la mia regola, il bluff pre-flop è il più profittevole, perché anche quando hai una mano come un 5-6s hai comunque il 30-35% di equity contro il top range del tuo avversario. L’equity è fondamentale nel bluff, perché se pre-flop sei al 35%, hai la possibilità di bluffare ma comunque tenere vive le tue speranze di hittare. Al contrario, più ti avvicini al river e più la tua equity diminuisce.

Non è infatti casuale il fatto che il giocatore professionista sostenga quindi che il bluff al river sia una tipologia di bluff diverso da tutti gli altri. Questo perché non ci sono ulteriori streets e il valore della propria mano è polarizzato: questo significa che si tanto al 100% quanto a zero.

Attenzione a quanto si bluffa

E sottolinea che se un giocatore si trova al river con una mano che ha un’equity sufficiente per chiamare una puntata dell’avversario, non si dovrebbe mai puntare: questo perché “è fondamentale giungere al river sapendo già se stai puntando per value o per bluff“. Al river infatti si devono prendere in considerazione le pot odds del proprio avversario cercando di non bluffare più di 1/3 delle volte, onde evitare che l’opponente scopra il gioco e chiami ogni volta pensando che chi ha davanti stia bluffando ogni volta. Secondo Doug Polk, per eseguire un ottimo bluff bisogna pianificare in modo adeguato. Spiega infatti:

Per bluffare bene è fondamentale pianificare la mano. Ad esempio, se sul flop decidi di non fare check-back, dovresti chiederti prima con quali mani del tuo range punterai poi sul turn ed eventualmente sul river. Ogni volta che sei in una situazione nella quale non sai bene cosa fare, dovresti prenderti un attimo per pianificare la tua mano.

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