Texas Hold’em, giocare deep stack

di Valentina Cervelli Commenta

La forma di torneo di poker Texas Hold’em più praticata è senza dubbio quella Deep Stack che, per sua natura, tende a far salire in superficie l’abilità del giocatore rispetto alla fortuna ed a creare quello spettacolo e quella competizione live che sono apprezzati dai giocatori e da coloro che li guardano.

Cosa caratterizza il giocare Deep Stack

Per il tipo di “spettacolarizzazione” i tornei di poker Deep Stack sono nel Texas Hold’em  quelli più praticati live e come già annunciato puntano molto sulle abilità del giocatore che riesce a metterle più in pratica rispetto a ciò che avviene nel corso di altri tipi di tornei. La prima cosa che è possibile notare è che questo tipo di competizioni durano molto di più rispetto ai tornei turbo o normali: ecco quindi che la resistenza dei singoli giocatori alla tensione diventa un fattore importante da tenere in considerazione.  Questo perché la stanchezza diventa cattiva consigliera e traghettatrice di errori che potrebbero costare più di una chips se non l’esclusione dalla gara.

La distribuzione di un numero copioso di chip è uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione: questo perché si tende a passare delle mani marginali per poi attaccare nei piatti grazie a mani speculative o effettivamente buone e non tutti sono in grado di trovare un equilibrio accettabile in tal senso. Il torneo Deep Stack, proprio per questa motivazione, non è come qualsiasi altro evento. Per poter vincere sul lungo termine, infatti, bisogna essere in grado di avere abbastanza pazienza da poter giocare con moderazione per poter effettivamente conquistare molti piatti puntando sugli errori degli altri.

Essere “aggressivi  nel giocare Deep Stack

Molti lo definiscono in gergo “aggressive factor“, nella realtà significa semplicemente essere in grado di sfruttare a proprio favore quando gli altri giocano passivamente. Anche qui lo scatto deve essere mentale e quindi è importante farsi trovare pronti quando dopo qualche mano di “riscaldamento” gli altri iniziano a rallentare il proprio gioco: tradotto in azione bisogna regolarsi in modo tale che i propri avversari si trovino a corto di chips.  E’ impossibile ignorare le possibilità date dall’essere chipleader in un tavolo: in questo modo è decisamente più facile essere aggressivi nel gioco perché eventuali colpi possono essere ammortizzati con facilità. Detto ciò è importante però mai sentirsi troppo tranquilli in tal senso perché adagiarsi sulle proprie chip o abbassare la pressione nei confronti dei compagni da tavolo in un torneo Deep Stack significa perdere ottime opportunità.

 

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