Glossario del Poker: Calling Station

calling-stationNon è difficile intuire il significato di “Calling Station”: letteralmente si tradurrebbe come “stazione di chiamata”, e sul tavolo da Poker tutto ciò sta a rappresentare quella tipologia di giocatori che fanno sempre call.

Amano tutte le carte, siano queste un Kappa e 3 suited (certo, perchè c’è una remota possibilità di fare colore!), un 8 e 5 off (sono abbastanza vicine, potrebbero chiudere una scala ad incastro) e  in genere comunque tutte quelle mani che la maggior parte dei poker players folderebbero.

Leggi il resto

Glossario del Poker: limpare

limpareIl Poker (in particolar modo il Texas Hold’em) è pieno zeppo di vocaboli inglesi “italianizzati”: pensate a quante volte anche voi avete pronunciato checkare, foldare, callare.

Alcuni di questi termini, però, sono un po’ meno usati e per questo quando li sentiamo pronunciare non ci è ben chiaro a cosa corrispondono, uno di questi è proprio limpare.

Leggi il resto

Glossario del Poker: Blocking Bet

blocking-bet

Giocare fuori posizione nel poker rappresenta spesso un grosso svantaggio e ci spinge a dover prendere spinose decisioni: diventa quindi un’importantissima strategia per ogni buon poker player il saper utilizzare e sfruttare al meglio la tecnica del block betting.

Ma cos’è innanzitutto una blocking bet?

Leggi il resto

Glossario Poker: Set Value

set-value

Quando nel poker si parla di set value si intende il giocare una pocket pair allo scopo di centrare il set al flop. Come dobbiamo comportarci nel gioco pre-flop? Meglio nascondere la nostra coppia dietro a un call e seguire gli eventuali rilanci o aggredire?
Qualsiasi sia il nostro stile di gioco, se intendiamo giocare per set value dobbiamo tenere in considerazione alcuni fattori.
Le percentuali
Innanzitutto, è buona cosa conoscere le percentuali dell’effettiva possibilità di centrare il set, che sono esattamente 11,75%. Dobbiamo però tener presente che potremmo perdere la mano contro una scala o un colore ma – varianza a parte – con il nostro tris siamo favoriti per vincere la mano all’88%. Diciamo quindi che c’è una media del 10% delle mani che vinceremo giocando per set value.
La regola dei 5/10
Secondo la regola dei 5/10, se rincorriamo un tris con una coppia servita possiamo chiamare un raise pre-flop se corrisponde al 5% del nostro stack, mentre dobbiamo foldare se il rilancio supera il 10%. Ovviamente, è necessario sempre fare affidamento al nostro buonsenso, alla grandezza effettiva del piatto e alle implied odds.
Aggressività degli avversari
Contro dei giocatori molto aggressivi e che rilanciano spesso (sia prima che dopo il flop) giocare per set value non è in linea generale produttivo: possiamo infatti ritrovarci a spendere molto più del dovuto inseguendo un tris che tarda ad arrivare.
In conclusione, se nel giocare per set value terremo presenti tutti questi aspetti, riusciremo facilmente a prendere le decisioni migliori anche nelle situazioni più complicate. 

Quando nel poker si parla di set value si intende il giocare una pocket pair allo scopo di centrare il set al flop. Come dobbiamo comportarci nel gioco pre-flop? Meglio nascondere la nostra coppia dietro a un call e seguire gli eventuali rilanci o aggredire?

Qualsiasi sia il nostro stile di gioco, se intendiamo giocare per set value dobbiamo tenere in considerazione alcuni fattori.

Leggi il resto

Glossario Poker: il semibluff

semi-bluff

Quando nel poker si parla di semibluff ci si riferisce ad una puntata – sia questa un semplice bet, raise o check-raise – fatta quando mancano ancora carte da girare sul board con una mano che non è attualmente la migliore ma che ha buone possibilità di diventare la best hand, come ad esempio i vari progetti di scala o colore.
A differenza del puro bluff, quando facciamo una puntata in semi-bluff in verità anche se veniamo chiamati dall’avversario abbiamo ancora qualche possibilità di chiudere il nostro progetto, quindi una giocata di questo tipo si rivela spesso molto sensata e proficua e soprattutto puntando eviteremo di regalare free cards a mani magari peggiori della nostra.
Il semi-bluff si rivela estremamente efficace per il suo potente valore di dissimulazione: se ad esempio abbiamo quattro quinti di colore e decidiamo di effettuare una puntata in semi-bluff, quando pescheremo la carta che ci permetterà di chiudere il nostro punto l’avversario potrebbe essere tratto in inganno dalla puntata precedente e quindi spesso ci potrà capitare di vincere un piatto più ricco rispetto alle aspettative.
Da bravi poker players, bisogna però saper valutare quando una puntata in semi-bluff non sia la scelta migliore: se siamo certi che il nostro avversario deciderà di fare call, non è decisamente opportuno puntare sapendo di non avere la mano migliore e sapendo quindi che non ci aggiudicheremo subito il piatto, meglio piuttosto fare check e sperare in una free card che chi aiuti con il progetto.
Quando nel poker si parla di semi-bluff ci si riferisce ad una puntata – sia questa un semplice bet, raise o check-raise – fatta quando mancano ancora carte da girare sul board con una mano che non è attualmente la migliore ma che ha buone possibilità di diventare la best hand, come ad esempio i vari progetti di scala o colore.
A differenza del puro bluff, quando facciamo una puntata in semi-bluff in verità anche se veniamo chiamati dall’avversario abbiamo ancora qualche possibilità di chiudere il nostro progetto, quindi una giocata di questo tipo si rivela spesso molto sensata e proficua e soprattutto puntando eviteremo di regalare free cards a mani magari peggiori della nostra.

Leggi il resto

Glossario Poker: gut shot straight draw

gut-shot-straight-draw

Gut shot straight draw è soltanto uno dei tanti nomi che vengono dati al progetto di scala a incastro: possiamo sentir parlare di inside straight draw o belly buster, ma tutto ciò significa sempre che soltanto quattro outs nel mazzo ci aiuterebbero a completare la nostra scala.
Un esempio che ci aiuta a capire meglio: se in mano abbiamo Jack e 10 e sul flop scendono Asso e Kappa, soltanto una delle quattro Donne nel mazzo ci farebbe chiudere il nostro progetto. Abbiamo quindi una proporzione di 11 odds a 1 di riuscire a completare la scala, quindi – proprio per il calcolo delle pot odds e delle implied odds – come si suol dire il gioco deve valere la candela, ossia il piatto presente sul tavolo deve essere davvero sostanzioso e meritevole di un’eventuale ingente spesa in termini di fiches per “comprare” un’altra carta.
Per quanto una scala ad incastro con solo quattro outs sia una mano rischiosa, non è sempre obbligatorio il fold. Dobbiamo tener presente la posizione, il pericolo di un raise dopo di noi, la personalità degli avversari che ci troviamo di fronte: se ad esempio siamo al tavolo con dei giocatori che tendono a rilanciare spesso, probabilmente dovremo mettere in preventivo che la quantità di fiches spese aumenterà esponenzialmente.
Come per tutti gli altri progetti, naturalmente il discorso è diverso se nel flop abbiamo centrato la top pair: in questi casi ovviamente gli outs utili sono più di quattro, e quindi le odds cambiano.
Ricordiamoci poi che nel Texas Hold’em abbiamo a nostra disposizione un’arma efficacissima, che può aiutarci in ogni situazione di “quattro-quinti”, ossia il semi-bluff: non dimentichiamo però che questo vale soltanto contro certi tipi di poker players.
Gut shot straight draw è soltanto uno dei tanti nomi che vengono dati al progetto di scala a incastro: possiamo sentir parlare di inside straight draw o belly buster, ma tutto ciò significa sempre che soltanto quattro outs nel mazzo ci aiuterebbero a completare la nostra scala.

Un esempio che ci aiuta a capire meglio: se in mano abbiamo Jack e 10 e sul flop scendono Asso e Kappa, soltanto una delle quattro Donne nel mazzo ci farebbe chiudere il nostro progetto. Abbiamo quindi una proporzione di 11 odds a 1 di riuscire a completare la scala, quindi – proprio per il calcolo delle pot odds e delle implied odds – come si suol dire il gioco deve valere la candela, ossia il piatto presente sul tavolo deve essere davvero sostanzioso e meritevole di un’eventuale ingente spesa in termini di fiches per “comprare” un’altra carta.

Glossario Poker: posizione relativa

posizione-relativa

Spesso parlando di Poker Texas Hold’em viene menzionata l’importanza della posizione per prendere le giuste decisioni riguardo all’azione in una mano. Quando si elencano i fattori che influenzano i nostri comportamenti al tavolo, la posizione è seconda soltanto alle carte che il dealer ci ha distribuito. Ma va fatta una distinzione fondamentale tra la posizione assoluta e la posizione relativa.

Si parla di posizione assoluta al tavolo riferendosi semplicemente al posto occupato in relazione al dealer: più siamo vicini in senso orario al mazziere (considerando la posizione opposta allo small blind) e più tardi arriverà il nostro turno di parola durante i giri successivi. Questo ci permette di valutare con attenzione quale sia l’azione migliore da intraprendere in rapporto a ciò che hanno fatto i nostri avversari prima di noi, che nel poker texano è un vantaggio di non poco conto.

Leggi il resto

Glossario Poker: implied odds, probabilità sottintese

the_numbers_by_johnshine

Per un bravo poker player, è importante riuscire ad evolvere il proprio pensiero in comunione con lo svolgimento della mano: risulta di fondamentale importanza per ogni rounder essere in grado di calcolare ciò che in gergo viene chiamato implied odds, di fare quindi una stima di quanto potrebbe costare in termini di fiches una mano e se (detta in modo popolare) il gioco valga la candela rispetto al progetto che abbiamo in mente.

Mentre le pot odds si concentrano soltanto su ciò che accade in un preciso momento della mano, le implied odds prendono in considerazione anche l’azione futura e le conseguenti puntate che potrebbero esserci e si ottengono dividendo l’ammontare totale di fiches che possono essere vinte e ciò che effettivamente viene messo nel piatto. Se ad esempio in una mano abbiamo asso e kappa a fiori e sul flop ci sono altre due carte a fiori, le nostre implied odds sono ciò che dobbiamo chiamare al flop comparato con quanto diventerà grande il piatto alla fine della mano.

Leggi il resto

Glossario del poker: la varianza

varianza

Spesso nel poker si sente parlare del concetto di varianza, e ancor più di frequente questo concetto viene associato al comune “colpo di sfortuna”.

In realtà, ci sono alcuni punti che è bene prendere in considerazione quando si parla di varianza nel poker: questi punti derivano tutti dalla mera statistica e da definizioni matematiche (per la verità formule decisamente complesse!) che applicate sul tavolo verde aiutano a comprendere meglio certe mani e lo svolgimento di determinate situazioni.

Leggi il resto

Chips Tricks, giochi di nervi e relax

Sapete cosa sono le chips tricks? Avete mai notato che i giocatori di poker giocano con le chips, facendole roteare con le mani in vari modi? Questi giochetti vengono chiamati chips tricks. Sembra assurdo ma c’è chi prende lezioni per imparare le varianti di queste manipolazioni, mentre si gioca un torneo di poker. Dovete sapere infatti, che ogni movimento fatto in un certo modo ha un nome. Per evitare di annoiarsi, per far innervosire o distrarre gli avversari, o per intimorire, manifestando sicurezza, molti giocatori hanno creato questi giochetti con i gettoni. Li mescolano tra le dita come fossero delle carte, li lanciano in aria per riprenderli con dei movimenti particolari, o per farli passare ancora tra le dita, il tutto come se fossero dei piccoli prestidigitatori o giocolieri. La moda è molto diffusa tra i giocatori di poker, quando non hanno le carte in mano, sono soliti giocherellare con le chips, che urtandosi tra loro emettono anche un inconfondibile suono.

Leggi il resto