In un libro di Matteo Malvino la “Little Italy” di Las Vegas

di Lillo Commenta

L‘Italia del poker ha vissuto la finale delle World Series 2011 comodamente seduta al divano davanti alla tv. Dopo l’exploit di Filippo Candio nel 2010 (quarto posto finale), nessun azzurro era al tavolo dei November Nine del 2011. L’Italia ha comunque  ottenuto dei buoni piazzamenti nei tornei minori ed è stata come sempre ben rappresentata dalla “Little Italy” che ogni anno popola la Sin City nei mesi estivi. Proprio questa realtà ha incuriosito il foto-reporter Matteo Malvino portandolo a sfidare il famoso proverbio-leggeQuello che accade a Las Vegas resta a Las Vegas“, raccontando il poker “azzurro” in  “Little Vegas”, in un  book autoprodotto tramite Blurb.com“Ho raccolto la vita quotidiana di un vero e proprio gruppo di amici – ha spiegato l’autore – che ogni anno cresce di numero. Ormai Las Vegas è una tappa fissa per molti e ce ne sono tante da raccontare. Così ho voluto immortalare mille aspetti di una città unica, che per un fotografo è fonte d’ispirazione infinita“. Non si tratta però un classico reportage delle Wsop: “Little Vegas” ha in dote qualcosa in più. “Lavorando nel mondo del poker – ha proseguito Malvino – ho avuto la possibilità di stare a contatto con i giocatori 24 ore su 24 e quindi di  raccogliere i momenti più peculiari di queste “vacanze di lavoro”. C’è ben oltre la faccia stressata del player che si alza dal tavolo dopo 12 ore di gioco. C’è la festa che segue le partite, le suite in hotel pazzeschi che diventano stanze disordinate. Ci sono le serate nei migliori club. Quelle non potevano proprio mancare in un ritratto di Las Vegas“. Dopo averne svelato i segreti, per Malvino è di Steve Winn la frase che meglio descrive la Sin City. “Las Vegas è quello che avrebbe fatto Dio se avesse avuto i soldi“.

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