Poker, intelligenza artificiale vince sempre?

di Valentina Cervelli Commenta

Il Poker non è fatto solo di partite al tavolo da gioco, ma anche di gambling online e di intelligenza artificiale. Il 2019 ha portato in tale campo di applicazione una vera e propria novità: un programma di IA in grado di battere i propri avversari umani nel gioco formato six handed.

Il lungo rapporto tra intelligenza artificiale e Poker

Non era mai successo finora: nessun programma di intelligenza artificiale aveva superato l’uomo in tal senso nel gioco del poker in questa specialità. Per la sua complessità e costituzione il poker è da sempre il gioco di carte per eccellenza con il quale sfidare il progresso di questa specialità robotica perché a differenza di scacchi o altri giochi con pedine in vista, esso ha sempre introdotto nello schema “variabili” nascoste come il bluff e la sua applicazione.

Tutto è cambiato questo luglio quando il programma Pluribus, creato dagli scienziati di Carnegie Mellon in collaborazione con la divisione di Intelligenza Artificiale di Facebook ha sconfitto diversi professionisti del poker Texas Hold’em no-limit a sei giocatori. Va sottolineato ancora: non era ancora mai accaduto che un computer riuscisse a vincere contro due giocatori o squadre. E non stiamo parlando di professionisti alle prime armi: sono infatti stati coinvolti il vincitore del World Poker Tour Darren Elias ed il sei volte vincitore delle World Series of Poker Chris Ferguson.

Perché l’algoritmo di Pluribus ha battuto i giocatori di Poker

Pluribus, l’algoritmo scelto, ha vinto nei confronti di entrambi i giocatori, nonostante gli stessi opponessero cadauno 5mila mani di poker contro le cinque istanze del programma. Michael Gagliano, altro noto professionista del gioco ha avuto modo di giocare contro l’intelligenza artificiale ed ha raccontato in un comunicato stampa dell’ateneo dove si è svolto l’esperimento:

È stato incredibilmente affascinante giocare contro il bot di poker e vedere alcune delle strategie che ha scelto. […] I robot – AI sono una parte importante nell’evoluzione del poker ed è stato fantastico avere un’esperienza diretta in questo grande passo verso il futuro.

Tra i vari esperimenti eseguiti vi è stato anche quello di mettere l’intelligenza artificiale contro 5 professionisti alla volta per 10mila mani ed il robot ne è uscito positivamente. Non bisogna dimenticare che vi è una netta differenza per ciò che concerne lo sviluppo delle strategie di gioco tra le partite a due giocatori e quelle a sei: e se ciò diventa talvolta complesso per gli umani, per l’intelligenza artificiale non è da meno essendo la stessa obbligata a rivedere i suoi standard di “ragionamento”.

La cosa interessante? I progressi nel poker di Pluribus serviranno a migliorare le sue prestazioni per ciò che riguarda la medicina e la ricerca.

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