Racconti di Poker: Il Freeroll dei sogni

di Luciana 3

Appuntamento ogni sabato e domenica con i Racconti di Poker di Luciana Cameli

Stasera non sono proprio dell’umore adatto e ho deciso di non giocare l’ultimo freeroll, che, in caso di vincita, mi avrebbe portato all’ambìto torneo live. Ma chi ci crede? Nonostante i miei risultati notevoli nel gioco e al fatto che ancora sono in gara, non ho mai sognato distanze che non riuscirò mai a vedere. Sono solo consapevole delle situazioni e mi adatto ma provandoci sempre e comunque.

Il verdetto finale non fa per me, la fortuna ha sempre viaggiato su altre strade e le migliori strategie vagano in altre mani. Stasera anche la mia tristezza ha tradito le mie aspettative. Che facco gioco? Alla fine è un torneo che non pago, tanto vale tentare. Decido di giocare. Mi metto davanti al pc e attendo l’inizio delle danze. D’un tratto il gioco ha inizio e io inizio a ballare.

Divento subito aggressivo fin dalle prime mani, giocando e incutendo timore, forse il mio sfogo ha trovato il suo rifugio. Un certo “SamK” prova sempre a sfidarmi ma solo una volta riesce a vincermi il piatto. Dopo un’ora, accumulo molte chips e l’atmosfera inizia a piacermi…

Non c’è metodo più brillante di una disciplina. Io sto giocando le mie migliori abilità. Se il buon gioco vien giocando, io lo sto facendo bene. Passano altre due ore senza che io mi accorgo di nulla, del tempo, della notte, del silenzio. La mia mente ora respira solo di poker.

Arrivo al tavolo finale…

Con mio grande dubbio, entusiasmo e appagamento, la notte diventa fonda, nel momento migliore di agire. Inizia un tavolo finale agguerrito e perdo pesantemente le prime mani, ma piano piano, con determinazione, comincio a risalire senza più fermarmi.

Sono io a buttare fuori dal gioco ogni avversario del tavolo, fino ad arrivare all’heads up con “CuocoSelvaggio”. Il mio nick online è “FuroreArlecchino”. Mi sono sempre chiesto che diavolo di nomi ridicoli e orrendi bisogna leggere nelle partite di poker, ma è divertente inventarsi nuove coppie di parole.

Stavolta è un bello scontro.

No…mi sbagliavo. Il Cuoco mette subito alla prova il mio Furore andando in All-In, e io senza neanche pensarci troppo, accolgo il suo invito dipingendolo con i miei colori. Mostriamo le carte: Io ho Qf-10f e lui Ac-Aq. Quando vedo un giocatore con AA, che è convinto di vincere di sicuro, rido di ironia della sorte. Il più delle volte non si vince mai.

Il verdetto finale recita le seguenti carte:

Flop 7q-2f-4f

Credo che tutti e due in questo momento, anche se non riusciamo a vederci, avremmo dovuto avere delle facce diverse, e invece io sono sicuro del mio “Patto con il Diavolo” e sorrido anche io, in attesa della fine.

Turn 10p

Penso che il Cuoco dovrebbe insegnarmi solo a cucinare…

River Qc

Ho il destino in mano e ne sono consapevole. Scatto dalla sedia mostrando in ogni modo la mia gioia senza fare troppo rumore in casa, dato l’orario notturno. Ho vinto. Il mio destino era vincere.

Ora ho il diritto di giocare all’evento live con tutte le spese pagate dalla Poker Room. Io sono felice, di una cosa soprattutto: di non aver mollato mai, neanche allo scontro con la mia crisi iniziale che non voleva farmi giocare.

Commenti (3)

  1. Complimenti per il racconto.. mi ha fatto rivivere un torneo che avevo fatto tempo fa.

    Ma tu hai Q (fiori) 10 (fiori) al river.. come fa ad uscire una donna di fiori?

  2. C’è il mazzo truccato !!!

  3. Grazie Owen.
    E’ stato un errore di battitura sul doppio Qf ;)). Ora ho corretto.

    Luciana

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