Il sindaco che combatte il videopoker

di Lillo Commenta

C’è chi ha scelto di battersi contro il gioco d’azzardo a causa dei numerosi problemi che arreca – soprattutto di dipendenza e di consequenziale perdita di somme di denaro cospicue – a fasce della popolazione più debole.

Pare quasi un monito e un campanello d’allarme, quello fatto suonare da Massimo Borghi, sindaco di Gavorrano – località della provincia di Grosseto – che prosegue nella lotta per opporsi alla presenza del videopoker.

Se la statistica e l’esperienza portano a dire che i cittadini si affidano al gioco d’azzardo soprattutto in tempi di crisi, Borghi prova a prevenire il male sradicandone le potenzialità: il primo cittadino ha infatti proposto l’istituzione di una commissione comunale affinché si provi a contrastare la diffusione del gioco d’azzardo.

Chiamati a sedersi intorno al tavolo, oltre allo stesso sindaco, anche l’assessore alle politiche sociali, la Asl, la scuola, le comunità di recupero, le parrocchie, le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato.

Borghi pare deciso a non sottovalutare le conseguenze di una dipendenza in più di un caso letale e tale decisione giunge dopo che una sentenza assunta dal Tar aveva definitivamente annullato l’ordinanza che il primo cittadino aveva emanato nell’agosto 2010 che negava la concessione del suolo pubblico (e imponeva la chiusura anticipata) ai gestori dei locali che avevano slot e videopoker.

Allora, la scelta fu dettata dalla serie di segnalazioni avanzate allo stesso Borghi dai familiari di alcuni concittadini che, proprio a causa della sfrenata abitudine di giocare al videopoker, erano finiti sul lastrico. La diatriba tra Borghi e i gestori di locali iniziò proprio così e sfociò appunto in un ricorso che ha costretto l’amministrazione comunale a tornare sui propri passi.

Per quanto il poker piaccia in ogni sua forma, è questo il caso in cui ci si sente vicini alle motivazioni espresse dal sindaco: encomiabile e da apprezzare il tentativo di rappresentare una tutela nei confronti dei cittadini che necessitano di un sostegno.

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