WSOP 2009: Jeff Lisandro inarrestabile, altro braccialetto

di Luciana Commenta

E’ sicuramente il poker player dell’anno, un re indiscusso del poker e di ogni sua variante, 3 braccialetti in un mese e ancora tutto da giocare. Lui è l’italo-australiano Jeff Lisandro, noto anche come “Iceman“, a pochi giorni dal secondo trionfo di questo WSOP 2009 a Las Vegas, ecco arrivare un’altra vittoria. Lisandro nella sua carriera ha in totale 4 braccialetti, l’ultimo lo vince all’evento $2,500 Razz. Oltre a lui, solo nomi come Phil Ivey, Phil Hellmuth e Ted Forrest, fino ad ora, sono riusciti a vincere 3 braccialetti in una sola edizione. Questi successi dimostrano che i grandi campioni non smettono mai di dare esempio.

Ecco il payout del final table:

1°. Jeff Lisandro $188.370
2°. Michael Craig $116.405
3°. Ryan Fisler $76.261
4°. Warwick Mirzikinian $52.773
5°. Eric Rodawig $38.471
6°. Kenna James $29.473
7°. Steve Diano $23.669
8°. Allen Bari $19.880

Noi di Poker Mondiale abbiamo già parlato e seguito Lisandro, nella sua scalata sportiva e lo consideriamo un giocatore italiano degno di rappresentare la nostra bandiera, avendo genitori italianissimi e nonostante lui sia nato e cresciuto in Australia, ha vissuto in seguito in Italia, iniziando i primi tornei live proprio nella nostra terra. La sua determinazione, concentrazione e decisione nel gioco lascia spiazziati e disorientati, e molti giocatori hanno il timore di trovarlo nel proprio tavolo verde.

Jeff Lisandro è un maestro di abilità e strategie, stimato e apprezzato da poker player, emergenti e affermati. In queste WSOP è uno dei protagonisti assoluti, insieme a Phil Ivey e pochi altri, impegnati a difendere il loro onore e la loro gloria nel mondo del poker mondiale. Lisandro è un esperto soprattutto di Seven Card Stud, ma conosce bene anche l’Omaha e il Texas Hold’em. Continueremo a seguirlo, sperando di poter scrivere di altri suoi trionfi, ma è già entrato comunque nella storia del poker sportivo.

Una cosa che ci piacerebbe sentire, è l’inno italiano al momento della sua premiazione, sostituendolo a quello australiano, suonato fino ad ora. Di certo siamo sicuri che il tifo australiano sia più sentito di quello italiano, ma speriamo in futuro che si esaudisca questo nostro desiderio.

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