WSOP 2009: Day 4 Main Event, sette azzurri arrivano a premio

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Il Day 4 del Main Event dell’edizione 2009 del  World Series of Poker è stato uno dei giorni di torneo più brevi: soltanto tre livelli di blinds e l’esplosione della bolla, uno dei momenti più dolorosi per un poker player.
Dopo sofferti momenti di hand-by-hand, ad uscire nel momento cruciale è stato Kia Hamadani, salutato dalla Amazon Room con applausi scroscianti e abbracci che hanno spezzato l’ovvia tensione delle ultime ore.
Il field si stringe ora a 407 rounders, di cui sei azzurri ancora in corsa per il titolo mondiale: Dario Tosin ha dovuto accontentarsi di un 463esimo posto e 25.027 dollari, eliminato dal francese Lodovic Lacay. Sui tavoli del Rio Casinò di Las Vegas nel Day 5 torneranno Salvatore Bonavena, Alex Longobardi, Maurizio Saieva, Mauro Corsetti, Corrado Montagna e Alfio Battisti, chip leader tra gli italiani con 950.000.
Escono di scena anche mostri sacri del poker come Phil Hellmuth, Erik Seidel, Kelly Kim (dei November Nine 2008), mentre proseguono la corsa Phil Ivey, Bertrand “Elky” Grospellier, Ludovic Lacay e il chip leader dellla giornata Matt Affleck.
Questo il chip count (per ora non ufficiale) delle prime dieci posizioni al termine del Day 4:
1. Matt Affleck 1,819,000
2. Ludovic Lacay 1,608,000
3. Tom Lutz 1,600,000
4. James Akenhead 1,572,000
5. Charlie Elias 1,540,000
6. Miika Puumalainen 1,492,000
7. Jordan Morgan 1,489,000
8. Bernhard Perner 1,426,000
9. Blair Hinkle 1,399,000
10. Benjamin Jensen 1,394,000

Il Day 4 del Main Event dell’edizione 2009 del  World Series of Poker è stato uno dei giorni di torneo più brevi: soltanto tre livelli di blinds e l’esplosione della bolla, uno dei momenti più dolorosi per un poker player.

Dopo sofferti momenti di hand-by-hand, ad uscire nel momento cruciale è stato Kia Hamadani, salutato dalla Amazon Room con applausi scroscianti e abbracci che hanno spezzato l’ovvia tensione delle ultime ore.

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WSOP 2009: Main Event Day 3, i francesi al centro della scena

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Il Day 3 del Main Event al World Series of Poker è stato un gran giorno per la Francia: infatti, tra tutti i grandi professionisti internazionali presenti ai tavoli, le stelle che maggiormente hanno brillato sono stati proprio Bertrand “Elky” Grospellier e Lodovic Lacay.
Purtroppo invece le presenze azzurre sui tavoli verdi sono esponenzialmente diminuite: Luca Pagano ha abbandonato il torneo contro una scala reale, mentre Dario Alioto è uscito dal Main Event dopo ore di sfida sul tavolo insieme a Phil Hellmuth. Un’altra trentina di poker players nostrani sono rimasti vittime di colpi di sfortuna che li hanno costretti a lasciare il torneo da sogno.
Tra gli 810 giocatori rimasti in gara, una manciata di italiani possono ancora sperare di arrivare “in the money”, tra tutti Alessandro Longobardi e Salvatore Bonavena.
Questo il chip count italiano al termine del Day 3:
1. Corrado Montagna 349.500
2. Alfio Battisti 344.000
3. Alessandro Longobardi 296.000
4. Maurizio Saieva 292.500
5. Salvatore Bonavena 281.500
6. Mauro Corsetti 222.000
7. Dario Tosin 202.500
8. Diego Romei 120.000
9. Pasquale Cicatiello
Questo il chip count generale dei primi dieci classificati al termine del Day 3:
1. Bertrand ‘ElkY’ Grospellier 1.380.500
2. Ludovic Lacay 925.000
3. Christian Heich 870.000
4. Kasper Cordes 796.000
5. Jordan Morgan 785.000
6. Adam ‘Nestegg’ Bilzerian 767.000
7. Saar Wilf 765.000
8. Gabe Walls 715.000
9. James Akenhead 698.000
10. Brennan Hanson 685.000

Il Day 3 del Main Event al World Series of Poker è stato un gran giorno per la Francia: infatti, tra tutti i grandi professionisti internazionali presenti ai tavoli, le stelle che maggiormente hanno brillato sono stati proprio Bertrand “Elky” Grospellier (in foto) e Lodovic Lacay.

Purtroppo invece le presenze azzurre sui tavoli verdi sono esponenzialmente diminuite: Luca Pagano ha abbandonato il torneo contro una scala reale, mentre Dario Alioto è uscito dal Main Event dopo ore di sfida sul tavolo insieme a Phil Hellmuth. Un’altra trentina di poker players nostrani sono rimasti vittime di colpi di sfortuna che li hanno costretti a lasciare il torneo da sogno.

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WSOP 2009: Hollywood gioca a poker per beneficenza

Ben Affleck e Matt Damon

Il 2 luglio,  alla vigilia del Main Event, delle World Series of Poker 2009di Las Vegas, nella sala Amazon del Rio Casinò, abbiamo visto ai tavoli verdi le celebrità di Hollywood. Il Poker strega tutti e non risparmia nessuno. Insieme ai Vip hanno aderito all’iniziativa anche molti campioni del poker.

E’ stato un torneo giocato per beneficenza, dove il ricavato sarà devoluto all’associazione Ante Up For Africa per aiutare il Darfur. La coppia di spicco è stata sicuramente quella degli attori Ben Affleck e Matt Damon, amici da moltissimi anni. I due, oltre a altre passioni in comune, tra cui recitare, condividono quella del Poker. Ricordiamo che Ben si dedica al gioco ogni giorno e ha tutte le carte giuste, per diventare un professionista.

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Glossario Poker: gut shot straight draw

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Gut shot straight draw è soltanto uno dei tanti nomi che vengono dati al progetto di scala a incastro: possiamo sentir parlare di inside straight draw o belly buster, ma tutto ciò significa sempre che soltanto quattro outs nel mazzo ci aiuterebbero a completare la nostra scala.
Un esempio che ci aiuta a capire meglio: se in mano abbiamo Jack e 10 e sul flop scendono Asso e Kappa, soltanto una delle quattro Donne nel mazzo ci farebbe chiudere il nostro progetto. Abbiamo quindi una proporzione di 11 odds a 1 di riuscire a completare la scala, quindi – proprio per il calcolo delle pot odds e delle implied odds – come si suol dire il gioco deve valere la candela, ossia il piatto presente sul tavolo deve essere davvero sostanzioso e meritevole di un’eventuale ingente spesa in termini di fiches per “comprare” un’altra carta.
Per quanto una scala ad incastro con solo quattro outs sia una mano rischiosa, non è sempre obbligatorio il fold. Dobbiamo tener presente la posizione, il pericolo di un raise dopo di noi, la personalità degli avversari che ci troviamo di fronte: se ad esempio siamo al tavolo con dei giocatori che tendono a rilanciare spesso, probabilmente dovremo mettere in preventivo che la quantità di fiches spese aumenterà esponenzialmente.
Come per tutti gli altri progetti, naturalmente il discorso è diverso se nel flop abbiamo centrato la top pair: in questi casi ovviamente gli outs utili sono più di quattro, e quindi le odds cambiano.
Ricordiamoci poi che nel Texas Hold’em abbiamo a nostra disposizione un’arma efficacissima, che può aiutarci in ogni situazione di “quattro-quinti”, ossia il semi-bluff: non dimentichiamo però che questo vale soltanto contro certi tipi di poker players.
Gut shot straight draw è soltanto uno dei tanti nomi che vengono dati al progetto di scala a incastro: possiamo sentir parlare di inside straight draw o belly buster, ma tutto ciò significa sempre che soltanto quattro outs nel mazzo ci aiuterebbero a completare la nostra scala.

Un esempio che ci aiuta a capire meglio: se in mano abbiamo Jack e 10 e sul flop scendono Asso e Kappa, soltanto una delle quattro Donne nel mazzo ci farebbe chiudere il nostro progetto. Abbiamo quindi una proporzione di 11 odds a 1 di riuscire a completare la scala, quindi – proprio per il calcolo delle pot odds e delle implied odds – come si suol dire il gioco deve valere la candela, ossia il piatto presente sul tavolo deve essere davvero sostanzioso e meritevole di un’eventuale ingente spesa in termini di fiches per “comprare” un’altra carta.

WSOP 2009: Main Event Day 2B, Troy Weber in testa nel chip count di ingresso al Day 3

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La storia recente del World Series of Poker ci insegna che è sempre meglio – per i chip leaders dei vari Day 1 – godersi l’attimo di celebrità che segue l’aver conquistato la vetta perchè purtroppo pare che l’ottimo chip count tenda in qualche modo a portare sfortuna: non è stato questo il caso di Troy Weber, giunto sui tavoli del Day 2B del Main Event da chip leader assoluto, che è riuscito comunque a rendere ancora più corposo il suo stack raggiungendo i 435.000.
Iniziano però prepotentemente a farsi notare i grandi protagonisti dei World Series of Poker delle scorse edizioni, con Phil Ivey in testa tra i big che ha concluso la notte con 350.000 e uno sgargiante Phil Hellmuth (vestito da Giulio Cesare) che si è fermato a 142.900 sul tavolo ripreso dall’ESPN. Altri protagonisti del panorama pokeristico internazionale che però non parteciperanno al Day 3 sono Tom “durrrr” Dwan, Scott Nguyen e Vanessa Rousso.
Giornata di riposo oggi per i poker players, che domani torneranno sui tavoli per la terza giornata di eliminazioni del Main Event del WSOP 2009.
Questo il chip count (per ora non ufficiale) dei primi dieci classificati nel Day 2B:
1 Troy Weber 453.200
2 Dan Blizerian 439.500
3 Gabe Walls 417.900
4 Franklin Grigsby 369.000
5 Johhn Hammer 363.000
6 Phil Ivey 325.000
7 Adam Latimer 322.000
8 Andreas Altmeyer 318.000
9 Mike Lesle 305.000
10 Amir Lehavot 280.000
La storia recente del World Series of Poker ci insegna che è sempre meglio – per i chip leaders dei vari Day 1 – godersi l’attimo di celebrità che segue l’aver conquistato la vetta perchè purtroppo pare che l’ottimo chip count tenda in qualche modo a portare sfortuna: non è stato questo il caso di Troy Weber (in foto), giunto sui tavoli del Day 2B del Main Event da chip leader assoluto, che è riuscito comunque a rendere ancora più corposo il suo stack raggiungendo i 435.000.

Iniziano però prepotentemente a farsi notare i grandi protagonisti dei World Series of Poker delle scorse edizioni, con Phil Ivey in testa tra i big che ha concluso la notte con 350.000 e uno sgargiante Phil Hellmuth (vestito da Giulio Cesare) che si è fermato a 142.900 sul tavolo ripreso dall’ESPN. Altri protagonisti del panorama pokeristico internazionale che però non parteciperanno al Day 3 sono Tom “durrrr” Dwan, Scott Nguyen e Vanessa Rousso.

Libri del poker: “Caro’s book of poker tells” di Mike Caro

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Molti poker players basando il loro gioco concentrandosi sulle carte, il valore delle puntate e la matematica applicata alle carte in generale. Mike Caro, vero genio nel campo, nel 2003 ha scritto un libro per aprire la mente dei rounders e spingerli a guardare oltre, fino a capire le gestualità e i comportamenti degli avversari per poter arrivare a giocare una partita da veri campioni. Questa pietra miliare della bibliografia pokeristica è “Caro’s book of poker tells”, un manuale vero e proprio tutto dedicato ai tells fisici e comportamentali.
Il libro è composto da 320 pagine e oltre 170 foto per comprendere meglio il linguaggio del corpo e dà dettagliate spiegazioni di determinati tell con degli esempi semplici e comprensibili anche per chi muove i primi passi nel mondo del poker.
Ovviamente, questo prezioso manuale non è efficace per quanto riguarda il gioco online, ma per i tornei live si rivela una vera manna: Caro ci insegna come sarebbe possibile giocare un’intera partita basandosi esclusivamente sul comportamento degli altri giocatori e tralasciando l’aspetto delle carte e della fortuna, vera nemica del buon giocatore di poker.
Mike Caro suddivide il libro in due sezioni, una dedicata ai tells “naturali” e una per quelli “forzati”, per aiutarci a comprendere megllio gli avversari e a smascherarli nel caso stessero bluffando o simulando un dato atteggiamento.
Un vero punto di forza di questo manuale è senza dubbio la semplicità del linguaggio: scordatevi i difficili termini della psicologia, e preparatevi a leggere un libro scritto con cura e in maniera così diretta che riuscirete ad assimilare i punti più importanti in pochissimi passi.
“Caro’s book of poker tells” è quindi certamente un libro che ogni poker player dovrebbe avere letto e messo in pratica, perchè insieme alla matematica nel poker c’è una solida base di psicologia.

Molti poker players basano il loro gioco concentrandosi sulle carte, il valore delle puntate e la matematica applicata alle carte in generale. Mike Caro, vero genio nel campo, nel 2003 ha scritto un libro per aprire la mente dei rounders e spingerli a guardare oltre, fino a capire le gestualità e i comportamenti degli avversari per poter arrivare a giocare una partita da veri campioni. Questa pietra miliare della bibliografia pokeristica è “Caro’s book of poker tells”, un manuale vero e proprio tutto dedicato ai tells fisici e comportamentali.

Il libro è composto da 320 pagine e oltre 170 foto per comprendere meglio il linguaggio del corpo e dà dettagliate spiegazioni di determinati tell con degli esempi semplici e comprensibili anche per chi muove i primi passi nel mondo del poker.

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WSOP 2009: Main Event Day 2A, Eric Cloutier dall’hockey al poker

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Il Day 2A del Main Event WSOP 2009 si è ormai concluso da alcune ore; soltanto 630 dei 1.476 poker players presenti nella Amazon Room del Rio Casinò sono riusciti a passare al livello successivo dopo oltre 12 ore di torneo. Il Day 2A ha visto protagonisti i giocatori sopravvissuti del Day 1A e 1B insieme sui tavoli verdi più ambiti dagli amanti del Poker Texas Hold’em.
Tanti i rounders di fama internazionale che hanno abbandonato la sala molto prima di quanto ci si aspettasse: Amarillo Slim, Phil Laak, Barry Greenstein, Tony G. e Gus Hansen infatti non torneranno per il Day 3, tra il dispiacere personale e dei numerosi fan che avevano riposto in loro i propri sogni.
Il lato rovescio della medaglia ha invece per protagonista il campione di hockey Eric Cloutier, che è riuscito a guadagnare un bel gruzzoletto di fiches per il prossimo livello, ben 384.000, aggiudicandosi il titolo di chip leader della giornata.
Tra poche ore (alle 12:00 fuso orario di Sin City) avrà inizio il Day 2B, con 2.964 giocatori e quattro livelli di blinds. Dopo un giorno di riposo, venerdì tutti i poker players torneranno sui tavoli per il primo giorno di battaglia in vista del “November Nine”, armati soltanto di fiches, carte e sogni.
Questo il chip count (per ora non ufficiale) dei primi dieci classificati nel Day 2A:
1 Eric Cloutier 384.000
2 Ed Perry 370.000
3 Brandon Demes 369.800
4 Jamie Brown 360.000
5 Kyle Wilson 335.000
6 Samer Rahman 314.000
7 Greg “FBT” Mueller 311.000
8 Andrew Gaw 305.000
9 Mike Bisutti 290.000
10 Rick Darabino 290.000

Il Day 2A del Main Event WSOP 2009 si è ormai concluso da alcune ore; soltanto 630 dei 1.476 poker players presenti nella Amazon Room del Rio Casinò sono riusciti a passare al livello successivo dopo oltre 12 ore di torneo. Il Day 2A ha visto protagonisti i giocatori sopravvissuti del Day 1A e 1B insieme.

Tanti i rounders di fama internazionale che hanno abbandonato la sala molto prima di quanto ci si aspettasse: Amarillo Slim, Phil Laak, Barry Greenstein, Tony G. e Gus Hansen infatti non torneranno per il Day 3, tra il dispiacere personale e dei numerosi fan che avevano riposto in loro i propri sogni.

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WSOP 2009: Main Event Day 2A, Luca Pagano, Salvatore Bonavena e Francesco De Vivo superano la giornata

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Il Main Event del Day 2A del World Series of Poker 2009 (WSOP) di Las Vegas, apre gli scenari con i seguenti giocatori italiani e il loro chipcount:

Gianluca, Marcucci 118.000
DeVivo, Francesco 68.200

Silvio, Maggi 65.400
Rinaldi, Claudio 59.250
Saad, Michele 57.550
Di Leva, Ettore 52.750
Di Cicco, Massimo 52.000
Nardi, Anthony 47.775
Pagano, Luca 40.125
Piacentino, Mauro 34.325
Gusso, Alessandro 33.350
Pala, Gian Marco 32.625
Cicatiello, Pasquale 31.075
Bonavena, Salvatore 28.975
Umberto, Vitagliano 28.600
Giovannone, Luca 22.375
Isaia, Alessio 20.000
Mormina, Piero 9.400
Enzo, Nardotto 7.925

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Strategie Poker: i tells del bluff

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Il bluff è senza dubbio una delle armi più efficaci del Poker Texas Hold’em, ma capita spesso che usando questa tecnica ci si lasci sfuggire qualche tell che renda il comportamento leggibile agli occhi degli avversari. Come capire se un giocatore al nostro tavolo sta bluffando?
Mike Caro, guru a livello mondiale riguardo il linguaggio del corpo nel poker e autore di numerosi libri sull’argomento, spiega due degli atteggiamenti più frequenti delle persone che stanno bluffando.
Il fumo – sebbene le sigarette siano proibite nella maggior parte delle poker rooms, questo tell può rivelarsi utile nelle partite “casalinghe”. Se stiamo giocando contro qualcuno che fuma e lo vediamo fare una grossa puntata, prestiamo attenzione a come si comporta: se lascia uscire il fumo dalla bocca lentamente, magari parlando o ridendo con gli altri, può significare che è a suo agio e probabilmente il suo bet non è un bluff. Se invece ci accorgiamo che l’avversario non lascia uscire il fumo quasi stesse trattenendo il respiro, potrebbe essere un chiaro segnale di bluff.
Coprirsi la bocca – bisogna sempre prestare estrema attenzione alle mani degli avversari: se dopo una puntata qualcuno si copre la bocca con le mani, è un chiaro segnale di bluff. Nel linguaggio del corpo questa azione corrisponde spesso a una bugia. Mike Caro suggerisce “in assenza di indicazioni contrarie, chiama sempre chi punta coprendosi la bocca”.
Dobbiamo però ricordarci che i poker players più esperti e naviigati comunque conoscono molto bene questi tells e quindi potrebbero usarli a loro vantaggio, simulando un atteggiamento “da bluff” per spingerci a chiamare quando magari hanno un punto molto forte.

Il bluff è senza dubbio una delle armi più efficaci del Poker Texas Hold’em, ma capita spesso che usando questa tecnica ci si lasci sfuggire qualche tell che renda il comportamento leggibile agli occhi degli avversari. Come capire se un giocatore al nostro tavolo sta bluffando?

Mike Caro, guru a livello mondiale riguardo il linguaggio del corpo nel poker e autore di numerosi libri sull’argomento, spiega due degli atteggiamenti più frequenti delle persone che stanno bluffando.

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WSOP 2009: Main Event Day 1D, affluenza da record

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L’ultimo dei quattro giorni preliminari del Main Event del World Series of Poker 2009 si è aperto tra lo sconcerto e sconforto di circa 500 giocatori giunti al Rio Casinò con 10.000 dollari e il sogno di vincere milioni e fama mondiale che si sono sentiti dire dai cassieri che le iscrizioni erano ormai chiuse. Infatti, a differenza degli altri giorni, l’affluenza al Day 1D è stata davvero da record, con 2.809 poker players sparsi per le tre stanze Amazon, Brasilia e Miranda all’interno del casinò e addirittura altri 13 tavoli allestiti apposta nell’area ristorante del Buzio’s Seafood.
In mezzo ai nomi di Phil Ivey, Erick Lindgren, Tom “durrrr” Dwan e Vanessa Rousso, spicca il nome di un rounder meno conosciuto ma certo di grande abilità, Troy Weber, che ha concluso il Day 1D da chip leader con circa 353.000, oltre il doppio delle fiches rispetto al secondo classificato Mikael Ay (173.900).
Nella giornata di ieri è stato reso ufficiale anche il numero di giocatori totali, 6.494, per un prize pool di 61.043.600 dollari e un primo premio di 8.548.435. I premi previsti arrivano fino al 648°.
Tra le polemiche dei poker players esclusi e le emozioni che contraddistinguono l’evento, domani il torneo entra nel vivo, con il Day 2A del Main Event di questa edizione del WSOP.
Questo il chip count (per ora non ufficiale) delle prime dieci posizioni al termine del Day 1D:
1 Troy Weber 353.000
2 Mikael Ay 173.900
3 Mads Wissing 171.000
4 Carter “ckingusc” King 170.000
5 Josh Arieh 136.500
6 Dutch Boyd 135.000
7 Prahlad Friedman 130.000
8 Jon Kalmar 130.000
9 Jeff “mrrain” Banghart 128.000
10 Dwayne Stacey 122.000

L’ultimo dei quattro giorni preliminari del Main Event del World Series of Poker 2009 si è aperto tra lo sconcerto e sconforto di circa 500 giocatori giunti al Rio Casinò con 10.000 dollari e il sogno di vincere milioni e fama mondiale che si sono sentiti dire dai cassieri che le iscrizioni erano ormai chiuse. Infatti, a differenza degli altri giorni, l’affluenza al Day 1D è stata davvero da record, con 2.809 poker players sparsi per le tre stanze Amazon, Brasilia e Miranda all’interno del casinò e addirittura nell’area ristorante del Buzio’s Seafood, che ospitava altri 13 tavoli allestiti appositamente per l’occasione.

In mezzo ai nomi dei noti campioni Phil Ivey, Erick Lindgren, Tom “durrrr” Dwan e Vanessa Rousso, spicca il nome di un rounder meno conosciuto ma certo di grande abilità, Troy Weber (in foto), che ha concluso il Day 1D da chip leader con circa 353.000, oltre il doppio delle fiches rispetto al secondo classificato Mikael Ay (173.900).

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Gadgets per il Poker: il Poker Controller per il gioco online

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Glamanti delle interminabili partite a Poker Texas Hold’em online lo sanno: il mouse per giocare non è esattamente il controller più adatto, capita spesso di metterci più tempo del previsto per fare i raise e talvolta di sbagliare cliccando per errore su un pulsante sbagliato dello schermo.
Ecco quindi che per tutti i poker players arriva in aiuto un vero e proprio joypad studiato apposta per il gioco online, con pulsanti dedicati all’azione personalizzabili per ogni esigenza.
Questo joypad si chiama Poker Controller, ha una forma perfettamente ergonomica ed è disponibile in vari modelli, da quelli tradizionali a quelli wireless.
Andiamo a vedere nel dettaglio le caratteristiche di questo gioiellino della tecnologia studiato apposta per i rounders del web:
Pulsante Bet, Check/Call, Fold – Poker Controller ha tre pulsanti dedicati per le principali azioni di gioco, permettendoci di effettuare una chiamata o una puntata premendo un bottone;
Raise-O-Meter – effettuare il giusto raise con il mouse è spesso complicato, può capitare di non riuscire a selezionare l’esatta quantità di fiches desiderata o addirittura di far scadere il tempo: ecco quindi il “rilanciometro”, una rotellina per piazzare i raise con velocità e precisione;
Pulsante Multi-Table – grazie al pulsante per il gioco multi-tavolo, è possibile passare da una schermata di gioco all’altra con un click;
Tilt – se ci capita di dover abbandonare il gioco per alcuni minuti, c’è il pulsante tilt che consente di bloccare tutti i comandi del controller (a prova di bambini!) e riprendere poi la partita semplicemente premendo il bottone una seconda volta.
Niente più mis-click e nervosismi presi davanti al monitor per una mano di poker persa a causa dei capricci del mouse… ora, se perderemo una partita online, almeno non sarà per colpa del computer.

Gli amanti delle interminabili partite a Poker Texas Hold’em online lo sanno: il mouse per giocare non è esattamente il controller più adatto, capita spesso di metterci più tempo del previsto per fare i raise e talvolta di sbagliare cliccando per errore su un pulsante sbagliato dello schermo.

Ecco quindi che per tutti i poker players arriva in aiuto un vero e proprio joypad studiato apposta per il gioco online, con pulsanti dedicati all’azione personalizzabili per ogni esigenza.

Questo joypad si chiama Poker Controller, ha una forma perfettamente ergonomica ed è disponibile in vari modelli, da quelli tradizionali a quelli wireless.

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